Il 2025 ha segnato un passaggio fondamentale per la Fondazione Canova attraverso le azioni del progetto Ghesc_Lab. Finanziato dal bando Luoghi da Rigenerare di Fondazione Cariplo, il programma ha intrecciato cantieri di restauro, residenze artistiche, educazione, ricerca e innovazione tecnologica, trasformando un villaggio abbandonato in un laboratorio culturale internazionale.

 

 

Restauro, formazione e sostenibilità

Al centro del progetto vi è stato il recupero di tre edifici, oggi sede di una sala didattica, di una cucina professionale e di nuovi spazi dedicati alla fruizione culturale.

I lavori — eseguiti con materiali naturali come calce, canapa e canna palustre — hanno reso Ghesc un modello di restauro sostenibile e di sperimentazione bioedile.

Nel cantiere hanno lavorato 160 studenti provenienti da 12 Paesi, insieme ad artigiani e università italiane e straniere: un’esperienza formativa che ha unito teoria, pratica e ricerca sull’architettura in pietra.

 

 

Arte, musica e comunità

Parallelamente, Ghesc è diventato un vero e proprio palcoscenico culturale. In collaborazione con Tones on the Stones, il borgo ha ospitato residenze artistiche musicali che hanno esplorato la relazione tra voce, eco e paesaggio.

Il progetto Qualcosa in Comune ha ampliato questo percorso, coinvolgendo scuole, famiglie e nuovi abitanti in laboratori di teatro nel paesaggio e land art: oltre 120 bambini, accompagnati da insegnanti e genitori, hanno camminato tra boschi, alpeggi e antichi sentieri, trasformando l’esperienza in un viaggio educativo condiviso.

 

 

Ricerca sul patrimonio e tecnologie digitali

Il censimento dell’architettura tradizionale in pietra dell’Ossola ha raggiunto 10 comuni e prodotto oltre 500 nuove schede, oggi raccolte in un archivio georeferenziato.

Accanto al lavoro sul campo, la collaborazione con il Politecnico di Milano ha portato alla nascita del 3D Virtual Center, un modello digitale immersivo che consente di esplorare Ghesc attraverso laser scanner, fotogrammetria e realtà aumentata: un ponte tra memoria e futuro, pensato tanto per studiosi e professionisti quanto per un pubblico più ampio.

 

 

Guardando avanti

Il 2025 conferma che Ghesc non è soltanto un luogo da conservare, ma un ecosistema culturale in continua evoluzione: un borgo che unisce architettura, natura, arte e innovazione.

La sfida dei prossimi anni? Continuare a farlo vivere, ampliando le residenze artistiche, rafforzando le collaborazioni internazionali e costruendo un Centro di documentazione permanente dedicato all’architettura in pietra.